30 set
Fifa 11 vs Pes 2011: palla al centro
Diciamolo: per buona parte dei 40 milioni di commissari tecnici (italiani al netto di parte delle donne e bambini) ottobre è un mese cruciale, almeno per quelli che amano i videogiochi. Da anni vede schierarsi i due campioni che per tutto il resto dell’anno si contenderanno lo scettro di miglior gioco di calcio: Fifa e Pro Evolution. Se per anni la sfida è stata impari, con un Pro Evolution anni luce sopra l’avversario, nel 2008 è avvenuto il pareggio, certificato col sorpasso del 2009. Quindi l’attesa, quest’anno, era ancora più grande: chi ha vinto? Andiamo a scoprirlo.
Intanto mettiamo subito in chiaro una cosa: giocare a Fifa 11 e Pro Evolution 2011 ci pone come quelle maestre che hanno nella classe due studenti preferiti. Uno è il classico secchione: sai che studia sempre, fa i compiti a casa, migliora in modo regolare, quando correggi un suo tema non ti aspetti grandi voli pindarici ma sai che non ci saranno errori di ortografia e che il problema di matematica te lo risolverà come dio comanda. L’altro, invece, non si applica ma è intelligente, ha svolazzi accompagnati da lampi di genio, puoi trovare nei componimenti idee originali ed errori veniali, arriverà alla soluzione di un problema ricorrendo a un metodo che nemmeno ti eri immaginato. Ecco, il primo è Fifa, il secondo è Pes.
PRESENTAZIONE
Già in tutto quello che non riguarda direttamente l’azione sul campo, si notano grandi miglioramenti per entrambi. Le musiche, come al solito, sono curate, i menù di Fifa sempre gli stessi, mentre quelli di Pes, quest’anno, sono più accattivanti anche se leggermente confusionari. Le opzioni sono numerose: dalle partite veloci ai tornei, dai campionati dove giocare, allenare e compravendere i giocatori, fino a modalità nelle quali si controlla un solo calciatore. In Pes 2011, poi, c’è la possibilità di partecipare oltre che ai soliti tornei, anche alla Champions League e alla Coppa Libertadores, mentre in Fifa le squadre sono molto più numerose. Sostanzialmente un pareggio. Dove Fifa risulta enormemente superiore è la gestione delle rose. E’ vero, tutto si può modificare. E’ vero, presto sarà possibile scaricare (ma se non avete una connessione ve lo scordate) gli ultimi aggiornamenti di mercato. Ma è inconcepibile e tutto sommato anche piuttosto offensivo per il consumatore finale che Pes 2011 abbia le squadre aggiornate al primo di agosto. Così non solo non trovate Robinho nel Milan, ma vi tenete Diego alla Juve, Ibra al Barcellona, Borriello non è alla Roma, Balotelli sta ancora all’Inter, la Lazio non ha Hernanes e via dicendo, con paradossi che fanno gridare allo scandalo. Anche la disposizione in campo è opinabile. Tutto il contrario in Fifa, dove i calciatori sono nel club giusto e nella giusta posizione. Anche in squadre di secondo piano trovere un modulo perfettamente adeguato e la miglior formazione possibile.
Ora, visto che escono tutti e due lo stesso giorno, questo scarto è davvero inconcepibile e imputabile solo alla scarsa organizzazione di Konami che pensa che gli appassionati europei possano chiudere un occhio davanti a queste nefandezze. Eh no, perché un prodotto se costa 69 euro si pretende completo. Sennò sarebbe giusto farlo pagare magari 20 di meno e la differenza la si garantisce quando è garantita la completezza. Insomma, Fifa segna un bel gol proprio sul più bello.
GRAFICA
Da un punto di vista prettamente visivo, dare un giudizio univoco è difficile. Fifa 11 ha ottimi modelli poligonali, ottime animazioni, una fisica del pallone credibile, stadi ben riprodotti. Scade talvolta nella ricostruzione dei giocatori. A parte i top player, gli altri non sono perfetti come le controparti reali. Ed è un peccato, perché rovina quella sospensione dell credulità che si ha quando si comuncia una partita. Dall’altra parte Pes 2011 alterna cose eccellenti a errori madornali. I giocatori sono decisamente ben fatti, riprodotti nei dettagli e mediamente superiori a quelli della concorrenza. Anche certe animazioni fanno gridare al miracolo. D’altra parte, alcune, soprattutto la corsa, risultano grezze e slegate, rovinando anche qui l’effetto globale. Gli stadi sono eccellenti, mentre gli spalti ancora risultano un po’ modesti. Bene in entrambi i casi la realizzazione degli effetti atmosferici. Un sostanziale pareggio quindi, con, forse, una leggera prevalenza di Pes.
SONORO
Quando si parla di sonoro in un gioco calcistico, non si può fare a meno di riferirsi alla telecronaca. Gli effetti, infatti, sono nella norma, mentre i cori in Fifa sono addirittura personalizzabili (opzione geniale, ma quanti saranno disposti a scaricarsi e costruirsi la propria coreografia sonora?). Il commento è affidato in Fifa alla solita coppia Caressa-Bergomi, mentre in Pes a Pardo-Altafini. Beh, ancora una volta i secondi stravincono sotto tutti gli aspetti. Intanto le frasi sono sempre adatte al contesto e mai slegate dallo stesso o dette per caso. In secondo luogo non coprono l’azione, ma l’accompagnano. Terzo, Altafini dà quel tocco di colore che lo Zio non riesce a garantire. E così se è molto probabile che vi stufiate di Caressa e Bergomi tanto da spegnere il commento, difficilmente farete la stessa cosa con l’altra coppia, che anzi, sembrerà sempre perfettamente integrata nel gioco. Insomma, Pes ancora una volta si dimostra, nonostante i nomi in ballo, infinitamente superiore.
GIOCABILITA’
E’ inutile ribadirlo, ma è il campo che fa la differenza. E la sfida tra i due colossi è veramente all’ultimo sangue. Lasciate perdere le demo, per chi le ha provate. Entrambi sono nettamente superiori. Fifa 11 supera abbondantemente non solo la versione dello scorso anno, ma anche quella dei Mondiali in Sud Africa, considerata ancora migliore. La velocità è stata rallentata in modo che la costruzione dell’azione sia il più possibile realistica. Perché realismo è la parola d’ordine. La palla occorre farla girare, ha rimbalzi perfettamente coerenti e mai come questa volta la posizione del corpo di chi la calcia è indispensabile per il giusto esito del tiro o del passaggio. C’è una fisicità a volte ostinata, tanto che non mancano momenti di puro caos, soprattutto a centrocampo. Ma esattamente come nel calcio vero, un dribbling può smarcare un uomo. E, a proposito di compagni, gli altri giocatori fanno gridare al miracolo per come si muovono in campo. Pressano, marcano, ma soprattutto si smarcano e si infilano negli spazi. Stanno attenti al fuorigioco e coprono il compagno se si sgancia in avanti. Insomma, sono perfettamente credibili. E così segnare garantisce una grande gratificazione, perché non è mai semplice, vista anche l’abilità del portiere. I cross si possono dosare, i cambi di gioco funzionano, così come i passaggi in profondità, capaci di trasformarsi in armi micidiali. Non convincono molto le punizioni, mentre il nuovo sistema di rigori o lo amerete, o lo odierete. A noi personalmente è piaciuto, soprattutto la possibilità di parare con l’analogico destro. Molto istintivo. Tutto, comunque, appare migliorato: come i calciatori corrono, il modo e la forza nel calciare, i colpi di testa. E’ sicuramente l’esperienza più vicina al vero gioco del calcio che si sia mai avuta.
Pro Evolution, come tradizione degli ultimi anni, segue un filone diverso. La velocità è la parola d’ordine, e così la palla corre molto più forte, anche se talvolta ha strani rimbalzi: si ferma improvvisamente o accelera troppo, in modo irrealistico. L’azione è più rapida e i contrasti più decisi. Si corre col pallone molto più di quanto si faccia correre il pallone e i dribbling sono più semplici e immediati. I compagni di squadra generalmente si comportano in modo sensato, ma talvolta sembrano vagare più che partecipare al gioco: sensazione molto spiacevole, soprattutto quando si traccheggia in mezzo al campo in attesa che uno di loro si smarchi almeno il tanto da ricevere un passaggio. C’è da dire che comunque il tutto risulta divertente: ci sono momenti di pura esaltazione, soprattutto quando si tira in porta. La sensazione di far partire staffilate, quando si calcia correttamente il pallone, è ineguagliata, così come quando la rete si gonfia. Magari non sarà realistico al 100%, ma è facile alzare la mano al cielo dopo un bel gol o un’azione tambureggiante. Certo, in altri momenti si ha un po’ di sconforto. Ad esempio al decimo fuorigioco, oppure quando nonostante le impostazioni, il computer attribuisca sempre il giocatore sbagliato da controllare. Anche la risposta ai comandi è rivedibile: talvolta passa qualche frazione di secondo tra il premere il tasto e l’esecuzione dell’azione. Un peccato mortale.
I portieri, in entrambi i casi, appaiono piuttosto adeguati, anche se a Fifa abbiamo avuto brutte sorprese, soprattutto in palloni frutto di rimpalli. Quelli di Pes sembrano leggermente più reattivi.
Insomma, questione di gusti più che di sostanza. Sicuramente Fifa è vicino alla perfezione: se lo conoscete, sappiate che quest’anno è migliore che mai. Pes è sulla giusta strada per la risalita. In confronto all’ultima (e penultima e terz’ultima) edizione, i miglioramenti sono stati notevoli. Si vede che tutto è stato rifondato più che ristrutturato. Il gap, in favore di Fifa, c’è ancora, ma adesso è più una questione di gusti e di affinità più che di gioco vero e proprio.
MULTIPLAYER
La nostra prova del multiplayer è stata incompleta, quindi ci limiteremo alle prime impressioni e alle modalità offerte. Certamente Fifa è grandioso per come propone la possibilità di giocare online 11 contro 11. Eh sì, perché è possibile usare anche il portiere! Magari in pochi vorranno ricoprire il ruolo di estremo difensore se non per curiosità, ma è l’ennesimo passo avanti verso la simulazione totale. Le altre opzioni sono le solite, con la possibilità di partite veloci, tornei, campionati. Pes, invece, garantisce una nuova modalità: la Master League online. Purtroppo non siamo stati in grado di provarla (i server hanno aperto solo oggi 30 settembre), ma sembra davvero invitante la possibilità di giocare un campionato intero comprando e vendendo i calciatori. Certo Pes, quanto a numero di giocatori, appare ancora molto indietro. E anche i server, per quello che abbiamo visto, non garantiscono la mancanza di lag di Fifa. Ma sospendiamo il giudizio per mancanza di elementi.
VARIE ED EVENTUALI
C’è da dire che entrambi i prodotti puntano sempre di più anche sul contorno, in modo da divertire il consumatore almeno fino all’edizione dell’anno successivo. E così non mancano le cose da “sbloccare”. Squadre, divise, stemmi, nazionali storiche e chi più ne ha più ne metta. C’è anche da dire che Fifa garantisce addirittura la possibilità di scaricare aggiormenti non solo per il mercato, ma anche per le condizioni fisiche e di forma dei giocatori delle varie squadre, in quello che è quasi un eccesso di realismo! Sicuramente entrambi, quest’anno, permettono di divertirsi per 365 giorni, ovviamente a patto di trovare di proprio gradimento l’azione sul campo.
CONCLUSIONE
Beh, proprio come la maestra che ha due alunni preferiti, nemmeno noi sappiamo esattamente scegliere. E’ vero, Fifa 11 è generalmente e globalmente migliore. Da lui sai sempre cosa aspettarti, non ti delude, ma nemmeno ti porta a livelli di esaltazione assoluti. D’altra parte Pes 2011 è capace di strappare urla di giubilo e il secondo dopo ululati di disapprovazione. Uno è un 8 solido ma tecnico, che corre, pressa, smista il gioco, sa fare un po’ tutto e tutto discretamente bene. Tutti gli allenatori lo amano, il pubblico lo adora ma non sarà mai un idolo assoluto. L’altro, invece, è uno di quei 10 indolenti che magari caracollano per il campo e poi ti fanno una giocata che da sola vale il prezzo del biglietto. Un talento che magari speri sempre che sbocci e sfondi, ma che intanto per una partita che ti fa vincere, due le fa giocare in 10. Però il pubblico lo adora e l’allenatore lo rischia comunque, perché sa che una sua giocata potrebbe determinare il risultato. Ecco, noi, se fossimo l’allenatore, li faremmo giocare tutti e due. Giusto per non sbagliare.
Gian Luca Rocco
(LE VERSIONI PROVATE SONO ENTRAMBE XBOX 360)


19 gennaio 2011 alle 22:36
Complimenti, davvero un gran bell’articolo: nozioni indispensabili distribuite con tecnica e capacità narrativa. Bravo davvero.
17 maggio 2011 alle 16:17
grazie !!