21 apr

Braintraining, nessun reale beneficio, soltanto gioco intelligente

Gli amati videogames della serie “Braintraining”, celebri per tenere, appunto, allenata la mente, si riteneva potessero aiutare a migliorare le prestazioni di ragionamento e ringiovanire la mente, ma uno studio della Bbc ha rivelato una totale assenza di benefici. Lo studio, che ha preso in esame 11.430 giocatori, seguendoli nell’arco di sei settimane, ha scoperto che non c’e’ nessun mglioramento effettivo nelle capacita’ cognitive in seguito all’allenamento quotidiano con i videogames.
I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, sottoposti a tipi diversi di giochi “braintrainer”. Il risultato è stato di nessuna modifica della reale capacità di memorizzazione e anche se, come recita il latino, “repetita iuvant”, i risultati non sono eccezionali nè, tanto meno, permanenti. Immediata la risposta di Nintendo: ”i nostri giochi comportano una serie di sfide divertenti che possono aiutare a stimolare la mente, ma non abbiamo mai dichiarato che sia scientificamente provato che ‘Brain Training’ e ‘More Brain Training’ migliorino le funzioni cognitive”. Certo è che la mente non subirà modifiche rilevanti giocando, ma le sfide lanciate al nostro cervello, oltre ad essere divertenti, favoriscono un gioco intelligente e, certamente stimolante per grandi e piccoli che vogliano mettersi alla prova.

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3 Commenti a “Braintraining, nessun reale beneficio, soltanto gioco intelligente”

  1. Braintraining, nessun reale beneficio, soltanto gioco intelligente Scrive:

    [...] seguito di questo articolo: Braintraining, nessun reale beneficio, soltanto gioco intelligente Articoli correlati: I Videogiochi hanno effetti benefici – FNIV – Federazione Italiana [...]

  2. Brain Training non rende piu’ intelligenti | Alessia Angeli Scrive:

    [...] Tgcom] Argomenti: Brain Training, Nintendo, Nintendo DS, videogamesRitieni questo post utile o [...]

  3. giancarlo bertoldi Scrive:

    Brain trainer si è sicuramente imposto sul mercato con una campagna di marketing molto aggressiva , proponendosi come un strumento valido per “ valutare l’ età cerebrale” e per “ aumentare la memoria”, obbiettivi smentiti dalla ricerca scientifica seria, poiché l’età cerebrale non può essere valutata con un semplice indice numerico, essendo di sì tale complessità e determinata da innumerevoli fattori personali ed ambientali, e la memoria ha aspetti estremamente variegati e complessi da non poter essere anch’essa catalogata con una semplice valenza numerica.
    Questa impostazione di marketing , sicuramente utile per trarre profitto, millantando particolari benefit, può però danneggiare la reputazione di quanti nel mondo accademico e scientifico investono molto nella ricerca per scoprire soluzioni e sviluppare prodotti che abbiano valenza scientifica e corretta ricaduta nel campo della terapia.
    Tutto ciò non deve comunque far sottovalutare l’importanza della stimolazione intellettiva mediata da tecnologia computerizzata, ma deve indurre ad utilizzarne gli aspetti positivi legati a finalità sia ludica che terapeutica in settori clinici selezionati.
    Da alcuni anni esistono in commercio programmi di stimolazione intellettiva computerizzati, destinati ad un’utenza più o meno modicamente compromessa nel comparto cognitivo ( MCI), validati clinicamente in ambiente clinico medico, che hanno dimostrato la possibilità di migliorare, in modo statisticamente significativo funzioni prassiche ed intellettive ( specificatamente il Compito di Denominazione, il Compito di Prassia Costruttiva, il Tono dell’Umore e la Memoria a Lungo Termine), come di aumentare significativamente l’attività alfa Elettroencefalografica ( l’attività bioelettrica) del cervello.
    Da anni la BRAINER srl ( http://www.brainer.it), allocata nella Cittadella Tecnologica, Incubatore I3P del Politecnico di Torino, si presenta come azienda che si propone nel campo delle tecnologie computerizzate innovative nel comparto del “Mind Stimulation”, in stretta collaborazione con il mondo Universitario, con svariati progetti nel campo della ricerca clinica.

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